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L'opera di Giuseppe Arcimboldo detto l'Arcimboldi
Flora 1591 circa olio su tavola; 72,8 x 56,3 Collezione privata Tra le più celebrate e ammirate “teste composite” dell’Arcimboldi, la prima versione della Flora, eseguita nel 1589, fu descritta dal Lomazzo e dal Comanini nelle loro opere, e le fu dedicato un sonetto encomiastico anche dal Borgogni. La divinità romana della Primavera è raffigurata da un’infinità di fiori bianchi, che restituiscono il delicato incarnato del volto, in cui il rossore delle guance è reso con due rose rosa tenue.
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